Sonia Delaunay

Sguardi d’autore

“Amo la creazione più della vita e sento di dover esprimere me stessa prima di scomparire” Nata nel 1885 in una famiglia benestante in Russia, Sonia Terk venne adottata da uno zio e la moglie, godendo di un’importante educazione. Il suo talento per l’arte venne incoraggiato, Sonia studiò in una scuola prestigiosa. Viaggiò tra la Germania e Parigi dove scoprì le opere dei post impressionisti, che contribuirono a plasmare il suo stile pittorico. Sposò il famoso artista Robert Delaunay, insieme diedero vita a una pittura che, partendo dal colore, sfruttava e analizzava le infinite possibilità della luce, evidenziandone l’effetto dinamico. Il risultato fu un movimento chiamato Cubismo Orfico, termine coniato da Guillaume Apollinaire, che rifiuta la rappresentazione figurativa a favore di composizioni astratte basate su contrasti cromatici e ritmi dinamici e si basa sull’idea di un’armonia universale creata attraverso la musica del colore. Sonia decise però di portare l’orfismo oltre i confini della pittura: a partire dal 1913 realizzò stoffe a contrasti simultanei, creazioni astratte di carta e tessuto. Insomma, l’artista partì dal classico dipinto per poi andare oltre, unendo le qualità pittoriche e la vitalità cromatica del suo lavoro in tessuti e decorazioni per la casa, confondendo i confini tra arte e artigianato, ma non solo: diede infatti vita a una nuova rappresentazione della concezione di donna moderna. Pur collaborando spesso con il marito Robert, Sonia rimase sempre indipendente nelle sue scelte creative e riuscì ad affermarsi con successo. In Spagna dove si trasferì con il marito,Sonia dipinse senza sosta e le venne dedicata una mostra personale. In uno dei suoi splendidi dipinti di cantanti e ballerini di flamenco in Spagna, intitolato Gran Flamenco, le figure quasi si perdono nel ciclo avvolgente di colori e forme, mostrando un focus su quegli elementi piuttosto che sulle persone stesse. Tornò a Parigi nel 1921, Sonia continuò i suoi progetti, facendo trasformare i suoi tessuti colorati e astratti in paralumi, cappelli, ombrelli, cuscini e persino automobili, introducendo al pubblico l’atmosfera artistica dei primi del XX secolo. Lottò poi per i diritti delle donne artiste: si oppose alla separazione ingiusta tra le opere d’arte realizzate da uomini e quelle invece di artiste donne. Nel 1964, Sonia fu la prima donna a far parte di una retrospettiva al Louvre, che onorò sia lei che suo marito Robert. La sua eredità promuove un’attenzione particolare verso l’abolizione delle differenze di genere nell’arte e verso la difesa della pari tecnica tra uomini e donne, e la stessa Delaunay ha messo in mostra l’abilità e la creatività delle donne in un settore dominato dagli uomini.