Pietro Gallina
Nato a Torino nel 1937, notato in un corso di pittura, Pietro Gallina comincia la grande stagione della pubblicità che lo vedrà autore di brand iconici (Paulista, Papalla, Carmencita) di cui però la paternità, per motivi legati al contratto, resta dello Studio Testa. Lavora per Lavazza, Carpano, l’Amaro Antonetto. A parte la pubblicità, negli anni saranno molteplici le manifestazioni artistiche in cui si manifesta la sua arte: le «Nevigrafie», le «Figure vibranti», le sagome in legno, in metallo e in materiale specchiante che lo accomunano a Ceroli per quanto la loro ricerca viaggiasse sempre su linee parallele. Non a tutti è nota la stagione pittorica che ricorda, per alcuni versi, i macchiaioli e il puntinismo. Frequenta i massimi artisti della sua generazione come Schifano, apprende da Mulas i rudimenti della fotografia che gli serviranno poi per fissare in immagine le sue stesse creazioni destinate all’oblio per ragioni naturali (neve che si scioglie, automobili arrivate a fine corsa). Bolaffi (per il quale Gallina fece alcune copertine) gli dedicò una mostra personale, nel 2013 la Gam di Torino gli dedicò una retrospettiva completa e conserva permanentemente sue opere; il Moma di New York conserva il suo ritratto di Alighiero Boetti. È quasi terminato l’allestimento della Fondazione Pietro Gallina a Perosa Argentina che conterrà l’intera opera in modo permanente