Man Ray
Man Ray, nato a Philadelphia nel 1890da famiglia di origini ebree. All’età di sette si trasferì a New York, dove trascorse l’adolescenza. La vita di città fu determinante nel suo progressivo avvicinarsi all’arte, stimolando il suo interesse nei confronti dei media pittorici, sempre più spiccato. All’età di quattordici anni, due insegnanti delle scuole superiori lo spinsero verso questa inclinazione naturale, per cui si esercitò molto nel disegno a mano libera e nel disegno tecnico. Man Ray acquisì in questo modo una capacità importante nel disegno architettonico, provvidenziale nel momento in cui vinse una borsa di studio in architettura alla New York Univeristy, nel 1920. Nonostante questo, l’artista abbandonò presto gli studi d’architettura, non nutrendovi sufficiente interesse. Man Ray è stato un pittore, fotografo e regista cinematografico. È considerato una grande figura poliedrica, protagonista della stagione artistica della prima metà del Novecento, rappresentante del movimento dada americano e surrealista. Spostandosi da New York a Parigi, Man Ray fu fra i primi a teorizzare un nuovo linguaggio della fotografia e del cinema, ponendoli come strumenti del fare artistico. La fotografia diventa un sostituto della pittura, un’estensione dell’arte figurativa. Man Ray usò il mezzo fotografico nella sua accezione documentaria, volta a testimoniare la vita effimera delle sue invenzioni e dei suoi “oggetti di affezione”, sia nell’accezione più creativa, che rende la tecnica in grado di inventare un nuovo mondo di immagini. Il suo modo di intendere l’espediente fotografico è ben reso da quanto usava dire: “Dipingo ciò che non posso fotografare. Fotografo ciò che non voglio dipingere. Dipingo l’invisibile. Fotografo il visibile”.