Fabrizio Plessi
Nato a Reggio Emilia nel 1940, Fabrizio Plessi è uno dei primi sperimentatori della video art in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta e da sempre protagonista sulla scena internazionale come ideatore di coinvolgenti e spettacolari video sculture e videoinstallazioni ambientali, non ha mai nascosto il suo debito di formazione verso l’opera di Pino Pascali e l’elemento dell’acqua, che in Plessi è diventato un suo segno distintivo. Il Premio Pascali giunge come coronamento ad una lunga carriera costellata di successi internazionali. Moderno alchimista, riesce a far convivere materiali quali il carbone, il legno, il ferro, la paglia, il marmo, con l’alta tecnologia creando quello che l’artista definisce il “cangiante elettronico”. La tecnologia non è il fine ultimo, diviene strumento espressivo e poetico, l’elettronica e il virtuale sono linguaggi caldi e umani. Appositamente per Plessi viene istituita alla Kunsthochschule für Medien di Colonia la cattedra di ‘Umanizzazione della tecnologia’, esattamente quello che l’artista riesce ad infondere nelle sue video-installazioni: significati, conoscenza, filosofia, emozioni dell’anima. Artista eclettico, ha attraversato più media, cinema, Tv, teatro, opera lirica, scenografia, moda, lasciando un segno stilistico unico e irripetibile; l’omaggio di Plessi a Pascali è appassionato e profondo, il riconoscimento del Premio arriva dopo la partecipazione a 12 Biennali di Venezia, a mostre presso istituzioni prestigiose quali il Guggenheim di New York e Bilbao, al Centre Pompidou, il Museo Ludwig di Colonia e Budapest. Numerosi i premi vinti, tra cui la Quadriennale di Roma; ad Hannover viene consacrato come miglior artista; nel 2013 è stato inaugurato al Passo del Brennero il Plessi Museum, un diamante grezzo incastonato tra le montagne di Bolzano, scrigno prezioso e memoria storica di un artista capace di rinnovarsi e vitalizzare costantemente il panorama artistico internazionale.