Emilio Vedova
Emilio Vedova nato a Venezia nel 1919, fu uno degli artisti più rappresentativi dell’informale (corrente artista che prevede un linguaggio pittorico distante dalla figurazione e basato sulla gestualità, la materia e il segno). Le opere di Vedova furono esplosioni di pennellate contrastanti che mirarono a denunciare non tanto un malessere individuale quanto collettivo. Questo forte impegno politico da parte dell’autore non si espresse solo nelle sue tele, che grazie alla pittura gestuale riuscì a combinare arte e politica, ma si manifestò molto bene sin da giovane quando entrò nella Resistenza italiana e partecipò più volte a varie lotte politiche e sociali. Lo spirito ribelle, dinamico e politico dell’autore fu espresso magistralmente nelle sue opere che confluirono in grandi cicli pittorico dal titolo altrettanto evocativo. Spesso chiamato “il fratello italiano di Jackson Pollock”, Vedova riuscì ad anticipare alcuni aspetti linguistici che furono al centro dell’interesse delle nuove generazioni artistiche. La sua vivace curiosità sulle possibilità espressive dei materiali lo condussero ad utilizzare vari linguaggi artistici come la serigrafia e la litografia. Vedova viaggiò molto durante la sua vita: Tokyo, Stati Uniti, Messico e America Latina. Vedova, grazie alla libertà che lo contraddistinse, non ebbe mai paura di aprire nuove strade e di sperimentare aggiungendo in questo modo qualcosa di nuovo alla storia dell’arte italiana.