Armando De Stefano
Armando De Stefano nacque nella città partenopea nel 1926, crescendo nel quartiere Orefici, una delle aree più popolose del centro storico di Napoli, la cui vivace umanità avrebbe lasciato un segno indelebile nel suo stile. Negli anni della Seconda Guerra Mondiale si fece conoscere per i suoi ritratti ai militari statunitensi. Si iscrisse alla Facoltà di Architettura, per entrare infine all’Accademia di Belle Arti, dove avrà come maestro l’artista Emilio Notte. Nel 1947 diede vita al Gruppo Sud, aderendo a una visione della pittura di stampo realistico e sociale, per aggiornare la scena artistica del Meridione d’Italia alle più avanzate sperimentazioni internazionali, pur conservando una traccia dell’importante eredità artistica locale. Allontanatosi dal Realismo, si fece interprete di un particolare tipo di Espressionismo materico e denso. Negli anni ’50 partecipò a varie edizioni della Quadriennale di Roma e della Biennale di Venezia, sviluppando un suo stile ben delineato e facendo comunque tesoro della lezione realista, mantenendo quindi una visione orizzontale sulla società del tempo e sui personaggi che la popolavano. A questo periodo risalgono i ritratti di figure popolari, come calzolai e contadini. Seguendo questa propensione, negli anni ’60 fece segnare un ritorno alla figurazione, elaborata sempre in maniera libera e innovatrice, anche negli ultimi anni, attraverso la proposizione dei grandi cicli ispirati alla storia, dall’Inquisizione a Masaniello. Alcune sue opere sono ospitate nella chiesa della Santissima Annunziata e nella chiesa di San Giovanni Evangelista in Vico Equense e soprattutto nei maggiori Musei Nazionali: al Museo di Capodimonte a Napoli, al Museo di Chieti, al Museo in Palazzo d’Avalos a Vasto, a Giulianova, a Milano, a Firenze; alcune opere si trovano al Museo Puskin di Mosca, molte a New York nella collezione Ernst Kahn, alla fondazione Marschall Field di Chicago e nella collezione del Museo di Durazzo in Albania.